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Raduno di ricercatori al Parco astronomico di Savelli

Raduno di ricercatori al Parco astronomico di Savelli

SAVELLI – Il prossimo 10 maggio, sono previste attività scientifiche presso l’Osservatorio di Savelli. La struttura, voluta dal professor Filippo Frontera, nativo savellese e docente presso l’Università di ...

SAVELLI – Il prossimo 10 maggio, sono previste attività scientifiche presso l’Osservatorio di Savelli. La struttura, voluta dal professor Filippo Frontera, nativo savellese e docente presso l’Università di Ferrara, gestita oggi dall’Associazione Astronomica “Luigi Lilio” e diretta da Antonino Brosio e Maria Antonia Tripodi con grandissima professionalità. L’Osservatorio, l’unico pubblico sul territorio calabrese, appare molto impegnato per quanto riguarda la divulgazione astronomica sia alle scuole che ai privati e offre la possibilità di effettuare riprese da remoto (sia automatiche che guidate), sicuramente interessanti per ricercatori professionisti e astrofili evoluti.

Il Parco astronomico è una grande opportunità didattica per i giovani studenti dell’Unical interessati alla ricerca in astrofisica, infatti nei prossimi giorni, essi avranno l’opportunità di toccare con mano il brivido di osservare gli oggetti celesti di cui parlano durante il corso di Astrofisica tenuto dalla professoressa Sandra Savaglio, presso il Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria. Finalmente, non è più necessario fare grandi viaggi per scrutare il cosmo, il telescopio anche in Calabria è a portata di mano, l’osservatorio Lilio è una rampa di lancio per gli studenti più avanzati nel loro percorso di lavoro e di ricerca.

Il Parco Astronomico Lilio di Savelli è un polo scientifico-astronomico di alto livello, infatti il prossimo 10 Maggio, saranno ospiti della struttura grandi scienziati italiani, impegnati nella ricerca delle sorgenti ottiche che generano onde gravitazionali, quelle di cui l’anno scorso tutti il mondo ha parlato e hanno certamente rivoluzionato il modo di “vedere” l’Universo. Sembra incredibile ma per la grande scoperta, essi hanno utilizzato un telescopio simile, come dimensioni, a quello savellese, ma installato in La Silla (due L) che si trova nelle montagne andine, in Cile. Magari, in futuro potrebbe anche essere quello della Sila (di Savelli) a compiere una grande scoperta.

I ricercatori che visiteranno il Parco Astronomico Lilio saranno Luciano Nicastro ed Eliana Palazzi (dell’Inaf Bologna), Giorgio Calderone (dell’Inaf Trieste) ed Enzo Brocato (dell’ Inaf Osservatorio Astronomico di Roma). Quest’ultimo è anche il Responsabile del progetto scientifico Grawita dell’Inaf, che, appunto, in agosto 2018, ha rivelato la natura della sorgente da cui provenivano le onde gravitazionali rilevate da Ligo/Virgo. Tra gli scienziati piu’ attivi di Grawita, Marica Branchesi (Gran Sasso Science Institute) di cui recentemente tutti i media in Italia e nel mondo hanno parlato.

Finalmente anche la Calabria potrebbe avere la sua parte nella ricerca astronomico in questo settore, anche grazie al telescopio silano. Gli importanti ricercatori si incontreranno il prossimo 10 maggio tra i pini di Savelli per testare il sistema di controllo del telescopio e migliorarne ancora di più le sue performance. In questo modo sarà possibile sfruttare al massimo le potenzialità scientifiche degli strumenti, in vista di future sorgenti di onde gravitazionali. Il Parco Astronomico ha tutte le carte in regola per diventare uno strumento di ricerca scientifica di primo livello e per essere un importante polo didattico e scientifico di eccellenza nel Sud Italia.

Le novità per il Parco Astronomico Lilio non finiscono qua, infatti proprio in questa settimana, grazie a un importante accordo stipulato tra il Direttore Antonino Brosio e l’Agenzia Spaziale Italiana, verrà installato importantissima strumentazione che comprenderà un’antenna gps per lo studio dei movimenti della crosta terreste negli anni a seguire e un Corner Reflector che servirà a comunicare con i nuovissimi satelliti Cosmo-SkyMed da poco lanciati in orbita e che rappresentano il primo sistema di osservazione satellitare della Terra concepito per scopi duali, cioè civili e militari. I suoi quattro satelliti sono quattro “occhi” in grado di scrutare la Terra dallo spazio metro per metro, di giorno e di notte, con ogni condizione meteo er aiutare a prevedere frane e alluvioni, a coordinare i soccorsi in caso di terremoti o incendi, a controllare dall’alto le aree di crisi.

Il Parco Astronomico Lilio si candida perciò ad essere finalmente a tutti gli effetti uno dei più grandi poli scientifici e tecnologici italiani e sicuro sarà negli anni avvenire, un vanto e un eccellenza tutta calabrese.

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