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I figli di Marrelli: promettiamo che porteremo avanti il tuo sogno

CROTONE – “Sarai sempre vivo nei nostri pensieri e nelle nostre mani guidavo dall’alto e adesso mi raccomando lo diremo noi a te”. C’è scritto così sullo striscione esposto in chiesa durante i ...

CROTONE – “Sarai sempre vivo nei nostri pensieri e nelle nostre mani guidavo dall’alto e adesso mi raccomando lo diremo noi a te”. C’è scritto così sullo striscione esposto in chiesa durante i ...

CROTONE – “Sarai sempre vivo nei nostri pensieri e nelle nostre mani guidavo dall’alto e adesso mi raccomando lo diremo noi a te”. C’è scritto così sullo striscione esposto in chiesa durante i funerali di Massimo Marrelli, l’imprenditore crotonese rimasto vittima sabato notte di un grave incidente sul lavoro nel quale sono morti anche tre suoi operai.

Inizia a piovere quando il corteo funebre si muove dal Marrelli Hospital dove era stata allestita la camera ardente meta di centinaia di persone fino a tarda notte. Chiudono le serrande dei negozi di Crotone che si stringe così attorno a uno dei suoi uomini simbolo abbracciando con il rispetto del silenzio anche le altre tre vittime dell’assurdo incidente del 27 ottobre.

Palloncini neri davanti la chiesa cattedrale dove ci sono i 300 dipendenti del gruppo fondato da Massimo Marrelli. Con loro migliaia di cittadini. Il Duomo di Crotone non può contenerli tutti. La maggior parte resta fuori sotto la pioggia in silenzio.

Tante le autorità presenti tra i banchi della chiesa. Il governatore Oliverio aveva fatto visita alla Camera ardente la mattina.

Ci sono anche tanti studenti che hanno avuto l’autorizzazione dalle loro scuole a partecipare alle esequie.

Sulla bara, portata a spalla dai suoi dipendenti, la maglia dell’associazione ‘Crotone ci mette la faccia’ con la quale Marrelli ha combattuto la battaglia per una sanità migliore nel crotonese. Celebra monsignor Gino Cantafora vescovo crotonese di Lamezia.

“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio – dice il presule -. La morte di padri di famiglia travolti dalla loro terra lascia attoniti, fa capire la vacuità della vita”.

La domanda pronunciata sottovoce da tutti è: cosa accadrà alle imprese del gruppo che hanno perso il loro comandante? “Massimo – continua Cantafora – ha giocato ruoli importantissimi nel nostro territorio e ci lascia un’eredità forte: andare avanti”.

Un obiettivo confermato da alcuni dei medici ed amici che in questi anni hanno collaborato con Marrelli nelle sue varie imprese. Confermato soprattutto dai figli, per voce di Doriana Marrelli, la più grande dei tre figli dell’imprenditore scomparso, che ha detto anche a nome dei fratelli Lorenzo e Benedetta: “grazie per averci insegnato a non mollare mai e ad inseguire i sogni. Grazie papà ti promettiamo che io, Lorenzo e Benedetta porteremo avanti il tuo sogno”.

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