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Piscina Olimpionica, trattativa ad oltranza tra Daippo e Comune per la riapertura

Il destino della Piscina olimpionica, chiusa da ormai due settimane, rimane pericolosamente in bilico. La trattativa tra i due soggetti in campo si è aggiunta di una nuova puntata, forse quella decisiva, scritta ieri pomeriggio dal Consorzio ...

Il destino della Piscina olimpionica, chiusa da ormai due settimane, rimane pericolosamente in bilico. La trattativa tra i due soggetti in campo si è aggiunta di una nuova puntata, forse quella decisiva, scritta ieri pomeriggio dal Consorzio ...

Il destino della Piscina olimpionica, chiusa da ormai due settimane, rimane pericolosamente in bilico. La trattativa tra i due soggetti in campo si è aggiunta di una nuova puntata, forse quella decisiva, scritta ieri pomeriggio dal Consorzio Daippo. Il team che ha gestito l’impianto dal 2012 ha risposto alla proposta del Comune, il quale esigeva per poter concedere l’affidamento provvisorio della struttura per i prossimi sei mesi, in attesa dell’espletamento del nuovo bando di gara per la gestione, di alcune prescrizioni obbligate. Prima fra tutte quella di accollarsi le utenze e le spese accessorie. Proposta accolta dalla Daippo. Ma sulle altre due successive, si è creata quella distanza che potrebbe però essere ricucita nelle prossime ore. L’ente comunale, imporrebbe, infatti la tariffazione inserita nella regolamentazione comunale (ovvero 25 euro), cifra insostenibile per la Daippo a rientrare nei costi di gestione. Il Consorzio ha infatti presentato i conti economici e un prospetto indicativo su quanto servirebbe per pareggiare quantomeno la gestione. In sostanza, servirebbe un ritocco verso l’alto da sottoporre all’utenza. Ma a destare maggiore perplessità nel Consorzio, è stato l’inserimento di una fideiussione richiesta dal Comune, pari a 500 mila euro, con la postilla di un obbligo di gestione dell’impianto anche in caso di perdita da parte del Consorzio. Una condizione inaccettabile per la controparte, ed è su questo doppio nodo che si gioca la ‘partita’ tra le i due soggetti. “Abbiamo depositato al Comune un documento sottoscritto che chiede di prendere le chiavi dell’impianto – racconta Emilio Ape, presidente della Rari Nantes Auditore e uno dei rappresentanti del Consorzio – Perchè a queste condizioni non possiamo sostenere l’onere della gestione. Ma questo non toglie la volontà di collaborare. Abbiamo ribadito la nostra intenzione di continuare la gestione provvisoria accollandoci tutte le utenze, comprendendo anche le motivazioni che hanno indotto la chiusura dell’impianto. Naturalmente non è nostra intenzione metterci in contrasto con l’amministrazione, ma cerchiamo una soluzione condivisa che risponda ad un’esigenza comune, ovvero quello di rendere fruibile la struttura alla collettività. Ed è evidente che da parte nostra, tutto questo può avvenire assecondando le nostre esigenze”.

L’articolo integrale sull’edizione di venerdì 30 novembre

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