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Vertenza Carrefour Crotone, piccola speranza per i 52 dipendenti

CROTONE – Si accende una luce di speranza nella vertenza dei 52 dipendenti del punto vendita Carrefour di Crotone che dal 16 ottobre 2019 sono rimasti in un limbo dopo aver ricevuto un whatsapp dal titolare della Grande distribuzione lametina, ...

CROTONE – Si accende una luce di speranza nella vertenza dei 52 dipendenti del punto vendita Carrefour di Crotone che dal 16 ottobre 2019 sono rimasti in un limbo dopo aver ricevuto un whatsapp dal titolare della Grande distribuzione lametina, ...

CROTONE – Si accende una luce di speranza nella vertenza dei 52 dipendenti del punto vendita Carrefour di Crotone che dal 16 ottobre 2019 sono rimasti in un limbo dopo aver ricevuto un whatsapp dal titolare della Grande distribuzione lametina, Francesco Perri, che annunciava la chiusura del supermercato di Crotone. In questi mesi la vicenda si è complicata perché i 52 dipendenti non sono mai stati ufficialmente licenziati e quindi non hanno potuto neppure ottenere gli ammortizzatori sociali previsti per legge. I 52 lavoratori del punto vendita Carrefour in pratica non hanno ricevuto stipendi (da luglio ad oggi) ma neppure avuto modo di accedere alla disoccupazione.

Dopo il clamore mediatico dei primi mesi, sulla situazione dei 52 dipendenti, si sono spenti i riflettori. Anche perché il ministero dello Sviluppo economico, dove si era svolta una riunione sulla vertenza, aveva fatto capire che senza alcune determinate condizioni era difdficile poter garantrire almeno gli ammortizzatori sociali per questi lavoratori. In questo periodo, però, i sindacati hanno lavorato sottotraccia e proprio il 31 gennaio hanno raggiunto un piccolo risultato ottenendo almeno una condizione che apre la porta ad una possibile Cassa integrazione,

Come si legge in una nota di Filcams Cgil, Fisacat CCil e Uiltusc Uil, a seguito di alcuni incontri tenutasi con la Gdl, sono stati firmati due verbali di accordo dai quali si evince un’apertura da parte della proprietà a voler attuare un piano di rilancio. In pratica la Gdl ha presentato al Tribunale di Lamezia la richiesta di concordato preventivo per ristrutturare i debiti e, come scrivono i sindacati ha annunciato “la volontà di voler rilanciare l’Azienda e contemporaneamente formulato un nuovo Piano Industriale a supporto di rilancio della Stessa”.

Una mossa per evitare il fallimento, ma che i sindacati, attraverso l’impegno dell’onorevole Elisabetta Barbuto, hanno già portato all’attenzione del ministero del lavoro e delle politiche sociali, Richiesto per ottenere un incontro d’urgenza affinché in tempi rapidi si possa ottenere la Cassa integrazione. Una misura, per i sindacati “propedeutica ad un supporto economico e sociale verso i lavoratori, che ricordiamo non prendono stipendio da più tempo” ma che servirebbe anche al rilancio dell’azienda: “La cassa straordinaria – si legge nel comunicato delle organizzazioni sindacali – in una fase di avvio farebbe in modo che il costo del lavoro, incida il meno possibile sul bilancio economico dell’azienda, garantendo un effettivo piano di rilancio aziendale”. La parola quindi ora passa al Ministero del lavoro.

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