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Serie A, debutto da incubo per Cosmi: l’Atalanta travolge il Crotone

Le cifre si aggiornano e diventano drammatiche: sette sconfitte di fila, un altro ko extralarge sul groppone e il consueto blackout che vanifica la parentesi illusoria di un match oggettivamente improponibile . Il debutto di Serse Cosmi ricalca il ...

Le cifre si aggiornano e diventano drammatiche: sette sconfitte di fila, un altro ko extralarge sul groppone e il consueto blackout che vanifica la parentesi illusoria di un match oggettivamente improponibile . Il debutto di Serse Cosmi ricalca il ...

Le cifre si aggiornano e diventano drammatiche: sette sconfitte di fila, un altro ko extralarge sul groppone e il consueto blackout che vanifica la parentesi illusoria di un match oggettivamente improponibile . Il debutto di Serse Cosmi ricalca il clichè delle ultime settimane, per forma e sostanza: un tempo incoraggiante, chiuso in parità (anche per qualche errore di troppo dell’Atalanta), e poi il tracollo che in cinque minuti cancella progetti e idee ambiziose. Certo, non era questa la partita adatta per iniettare i primi punti e attendersi risposte significative, nonostante il cambio in panchina. L’Atalanta è di un altro pianeta e sarebbe servito qualcosa di magico per impedire il ko. La reazione che ha portato al gol di Simy e in generale ad un buon primo tempo per attenzione e compattezza è evaporata all’alba di un secondo tempo disastroso, quello che ha spento ogni velleità di una squadra travolta dalla furia di un’avversaria straordinaria per qualità e intensità di gioco. Gasperini non ha avuto pietà del suo passato,

Senza Benali, Cigarini, Vulic, Molina e Djidji, il debutto di Serse Cosmi sulla panchina del Crotone si complica nel riscaldamento, che lo priva contemporaneamente di Ounas e Di Carmine, vittima entrambi di noie muscolari e in panchina proforma. Un bel grattacapo per il nuovo coach, che ripiega su Simy e Riviere che completano il tridente con Messias. In mezzo al campo Zanellato ed Henrique, mentre il resto della formazione è identica a quella schierata contro il Cagliari. Come previsto Cosmi non ha intaccato l’assetto tattico, lavorando soprattutto sull’aspetto motivazionale della truppa.

L’Atalanta mette subito le cose in chiaro e accampa le proprie tende nell’area del Crotone. Motivato da Cosmi che urla e si fa parecchio sentire, i rossoblù sono attenti e concentrati ma poco possono per contenere le sfuriate di un’Atalanta che quando alza il ritmo è imprendibile. E così le azioni fioccano subito, e dopo averla scampata alla prima circostanza, il Crotone capitola quando Gosens si avventa alle spalle di Pereira e di testa deposita sotto l’incrocio il delizioso traversone di Ilicic. Partita subito in salita e rossoblù in apnea, con Muriel che si divora il raddoppio e Malinosvksi che fa altrettanto. Nel momento più difficile, però, il Crotone riemerge e trova il clamoroso pari con Simy che approfitta di uno svarione in tandem di Freuler e Romero, si invola verso Sportiello e con un colpo di sotto di ottima fattura rimette in pista il Crotone. Gol numero 54 per il nigeriano, che agguanta Deflorio al comando della classifica all time dei bomber rossoblù. Il pari galvanizza il Crotone e disorienta gli orobici, e il match cambia prospettiva, anche se dopo una fase di buon contenimento il Crotone torna nuovamente a soffrire. Muriel e Malinovski hanno nuovamente tra piedi e testa la chance per riportare avanti l’Atalanta, ma sul fronte opposto Messias spaventa i lombardi con uno scatto bruciante che lo catapulta davanti a Sportiello, ma il brasiliano cincischia e si fa ipnotizzare. Il finale di tempo è in sofferenza ma il Crotone tiene botta.

Ma l’effetto sorpresa e resistenza dura il tempo dell’intervallo. Perchè l’alba del secondo tempo consegna di fatto il successo ai bergamaschi, che in due minuti doppiano il Crotone: prima è Palomino che devia da pochi metri sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Due minuti dopo Muriel approfitta di una sbandata di Golemic che nel tentativo di difendere la sfera scivola e ‘serve’ il colombiano che da pochi metri beffa Cordaz. E’ il numero 60 incassato in campionato, una media che continua pericolosamente a lievitare. Il crollo è totale, il Crotone ha ormai alzato bandiera bianca e la ‘mattanza’ continua quando Ilicic addomestica col sinistro una palla che viaggia al limite dell’area, apre il sinistro che finisce docile sotto l’incrocio imprendibile per il portiere rossoblù.

Il resto della partita è accademia per l’Atalanta, che insiste famelica alla ricerca di altre prodezze, mentre il Crotone annaspa ormai rassegnato all’ennesimo capitombolo. E i nerazzurri trovano ancora il tempo per arrotondare il punteggio con Miranchuk che la piazza di sinistro indisturbato alle spalle di un disperato Cordaz, che raccoglie il 62° pallone alle proprie spalle.

Serse Cosmi dovrà ripartire dalle discrete indicazioni di un primo tempo interessante per approccio e compattezza. La salvezza è ormai un miraggio, ma le 13 tappe che ancora mancano meritano di essere onorate fino in fondo. Evitando preferibilmente ulteriori figuracce.

ATALANTA: Sportiello Palomino, Romero (25′ st Caldara), Djimsiti; Maehle, Pessina, Freuler (18′ st Pasalic), Gosens (40′ st Ghislandi); Malinovski (18’st Miranchuk), Ilicic; Muriel (25′ st Zapata). A disp.: Rossi, Gollini, Toloi, Ruggeri. All. Gasperini
CROTONE: Cordaz; Magallan (6′ st Cuomo), Golemic, Luperto; P. Pereira, Zanellato, Eduardo (34′ st Marrone), Reca (1′ st Rispoli); Messias; Riviere (15′ st Petriccione), Simy. A disp.: Festa, Crespi, Ounas, Dragus, Rojas, D’Aprile, Marrone, Di Carmine. All. Cosmi.
ARBITRO: Sozza di Seregno.

MARCATORI: 11′ pt Gosens, 22′ pt Simy, 3′ st Palomino, 5′ st Muriel, 13′ st Ilicic, 34′ st Malinovski

Ammoniti: Magallan, Riviere

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