L’Asp ferma la trasferta del Crotone a Parma: troppi contagi tra i rossoblu

CROTONE – L’Asp di Crotone ha espresso parere negativo alla trasferta dell’Fc Crotone a Parma per l’elevato numero di casi di positività riscontrati, nel gruppo squadra. La società non ha fornito i dati precisi, ma sarebbero una quindicina i componenti del gruppo squadra contagiati dal virus. Negli ultimi giorni la squadra si è allenata a ranghi ridotti.
Il Crotone dovrebbe partire nella giornata di venerdì per Parma per giocare sabato pomeriggio la gara di campionato di Serie B. Si attende ora la decisione della Lega di Serie B su un eventuale rinvio. Nella giornata di giovedì nella sola città di Crotone si registrati 824 casi di contagio al covid 19, bel 324 in più rispetto alla giornata di ieri.

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Oltre 1.100 nuovi positivi a Crotone, ma i tamponi sono quelli eseguiti nell’arco di diversi giorni

Sarebbero allarmanti i dati riportati nel bollettino dell’Asp di Crotone di giovedì 13 gennaio se non fosse per la consapevolezza che i numeri dei nuovi contagi si riferiscono ai tamponi eseguiti diversi giorni fa e processati con parecchio ritardo, sommati poi a quelli degli ultimi giorni.

I nuovi casi covid nella provincia di Crotone risultano essere infatti 1.101 in più, per un totale di 2.408 casi attivi. Di questi 2.384 sono sottoposti ad isolamento domiciliare, mentre nel reparto Covid del San Giovanni di Dio sono ricoverate 24 persone (occorre però precisare che non tutte sono ricoverate per sintomi connessi al covid, ma anche perché si tratta di positivi che richiedono l’ospedalizzazione per patologie diverse, regresse e non). In realtà in un giorno in tutta la provincia i casi covid dovrebbero essere aumentati di circa 70 soggetti positivi.

In ogni caso non si può negare che il covid imperversa nel territorio, in particolare nella città di Crotone, dove i casi attivi risultano essere ben 814. Notevole aumento rispetto ai bollettini dei giorni scorsi per il comune di Isola Capo Rizzuto, che dagli 85 casi attestati nei bollettini dei giorni passati si ritrova con 214 positivi formalizzati. Numeri importanti anche a Cirò Marina, con 200 casi attivi. Sono 134 a Mesoraca, 111 a Rocca di Neto, 106 a Petilia, salgono a 98 a Cotronei, 74 a Scandale e 67 a Cutro. Oltre a Caccuri con 54 casi, negli altri comuni della provincia non si superano i 50 casi. Risultano esserci persone affette da covid questa volta anche a Carfizzi, comune finora considerato covid free, dove ora le persone contagiate sono 7.

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Elezione presidente della Repubblica, sono Occhiuto, Mancuso e Irto i delegati calabresi

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, e il capogruppo del Pd, Nicola Irto, sono i tre delegati della Calabria per l’elezione del presidente della Repubblica: li ha eletti oggi l’assemblea legislativa calabrese.

Occhiuto e Mancuso, espressione della maggioranza di centrodestra, hanno riportato rispettivamente 20 e 19 voti, Irto (Pd), espressione della minoranza di centrosinistra, ha riportato 9 voti. “Si dà atto che è stato soddisfatto il precetto dell’articolo 83 della Costituzione”, ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Mancuso.

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Emergenza covid, annullata amichevole Italia-Spagna U19 prevista a Crotone

L’emergenza sanitaria ferma le gare di calcio non necessarie. La Figc, a seguito del peggioramento epidemiologico, ha comunicato l’annullamento della gara Italia – Spagna Under 19 prevista a Crotone per il prossimo 19 gennaio.

Nella nota la Federazione, nel ringraziare per l’aiuto e la collaborazione, rinnova la speranza di poter presto prevedere un nuovo appuntamento tra la maglia azzurra e la città di Crotone.

Comune di Crotone e F.C. Crotone ringraziano la Federazione e il presidente Gravina per l’attenzione dimostrata nei confronti della città e della società e rinnovano la disponibilità a poter accogliere, quanto i tempi lo consentiranno, la gloriosa maglia azzurra della nazionale in città e allo stadio Ezio Scida.

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Scuole e Covid, i sindaci delle città capoluogo chiedono di potenziare i trasporti

I sindaci delle principali città calabresi restano fermi sulle loro posizioni riguardo le scuole: nessuna ordinanza di sospensione delle lezioni per l’emergenza contagi da covid. Tuttavia chiederanno alla Regione di intervenire per risolvere i problemi legati al trasporto pubblico locale che è la criticità maggiore denunciata dagli studenti calabresi. Un problema che i sindaci dei capoluoghi di provincia e della città più importanti della Calabria pare scoprano solo ora dopo due anni di pandemia.

Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro, Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, Franz Caruso, sindaco di Cosenza, Vincenzo Voce, sindaco di Crotone, Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme, Marcello Manna, sindaco di Rende e Maria Limardo, sindaco di Vibo Valentia hanno inviato una nota stampa congiunta nella quale spiegano la loro decisione presa in seguito alla riunione del tavolo permanente che ha confermato “unanimemente la linea già stabilita nel corso della riunione di sabato scorso, giudicando ineludibile nel contesto attuale – in assenza di un diverso provvedimento governativo – lo svolgimento della didattica in presenza”.

La decisione, spiegano i sindaci “tiene conto della delicata esigenza di contemperare il diritto alla salute ed il diritto allo studio, ed in particolare è finalizzata ad evitare di alterare ulteriormente il percorso didattico di alunni e studenti, già reso piuttosto accidentato dall’emergenza pandemica che ormai permane da quasi due anni”.

I sindaci “hanno condiviso il fatto che una delle principali criticità di questa fase è rappresentata dal Trasporto Pubblico, ovvero dalla concentrazione di molti studenti sui mezzi pubblici di collegamento con gli istituti scolastici superiori, col rischio quindi di dare vita ad assembramenti pericolosi ai fini del contenimento virale. Per questa ragione sarà richiesto alla Regione Calabria di intervenire per superare con urgenza tali criticità, contemplando la possibilità di aumentare le corse del Trasporto Pubblico Locale finalizzate al collegamento con gli istituti scolastici e fornendo alla comunità studentesca le mascherine FFP2 che è necessario indossare su gran parte dei mezzi pubblici”.

In tarda serata, solo dopo il comunicato degli studenti crotonese, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha tenuto una riunione con i rappresentanti di istituto riproponendo la sua tesi sul fatto che la scuola sia un luogo sicuro. Gli studenti hanno ribadito al sindaco il contenuto del loro comunicato.

Il tavolo permanente dei sindaci di riunirà nuovamente sabato 15 gennaio

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Covid, i sindaci: basta con le ordinanze di quarantena, ci pensi l’Asp

Oltre ai problemi legati alle scuole superiori, i primi cittadini della città più grandi della Calabria – Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro, Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, Franz Caruso, sindaco di Cosenza, Vincenzo Voce, sindaco di Crotone, Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme, Marcello Manna, sindaco di Rende e Maria Limardo, sindaco di Vibo Valentia – nella riunione del tavolo permanente sull’emergenza covid hanno fatto rilevare “come, a due anni dall’inizio della pandemia, una delle difficoltà principali della gestione pandemica che grava sui comuni è quella della notifica delle ordinanze di quarantena e di revoca, che hanno ormai monopolizzato alcuni dei servizi comunali”.

Per questo, prendendo atto “della utile semplificazione prevista già dall’ordinanza del Presidente della Regione n. 5 del 10 Gennaio, tenuto conto del fatto che in altre regioni gli enti comunali sono esonerati da tale compito svolto direttamente dalle Aziende Sanitarie, si è deciso di proporre ad Anci Calabria di farsi promotrice di una iniziativa di sensibilizzazione nei confronti del Presidente della Regione, finalizzata alla adozione di un provvedimento che semplifichi ulteriormente tale procedura, ritenendo insostenibile l’attuale carico di lavoro dei comuni”.

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Uccise padre e figlio a Pallagorio, ergastolo per Annunziato Le Rose

CROTONE – Carcere a vita. E’ la pena inflitta oggi dalla corte d’assise di Catanzaro (Bravin presidente) ad un uomo di San Nicola dell’Alto, Annunziato Le Rose, 64enne agricoltore in pensione, ritenuto l’autore del duplice efferato delitto commesso il 22 dicembre del 2018 a Pallagorio, vittime Francesco e Saverino Raffa, padre e figlio, rispettivamente di 59 e 33 anni, uccisi a colpi di fucile mentre facevano ritorno verso casa dalla campagna dove conducevano un’azienda zootecnica. Erano a bordo del loro pick-up, una Suzuki Samurai, quando furono raggiunti da una scarica di pallettoni.

Rancore serbato nei confronti delle vittime ritenute colpevoli di non essersi, alcuni anni prima, adoperate ad aiutarlo per individuare i responsabili del furto di un attrezzo agricolo, un frangizolle, che gli era stato rubato; avversione accresciuta dal fatto che riteneva che le vittime frequentassero elementi dediti all’uso di sostanze stupefacenti: questi i motivi che, secondo gli inquirenti, avrebbero spinto Le Rose a commettere il duplice omicidio.

A dare una svolta all’indagine è stato l’urlo straziante “Annunziato mi stai ammazzando” lanciato da Saverino Raffa, mentre cercava di sfuggire all’omicida che prima lo ha ferito ad una gamba e poi lo ha finito con un secondo colpo. Quel grido disperato è stato raccolto da alcuni cacciatori impegnati in una battuta in prossimità del luogo del fatto di sangue e quindi riferito agli investigatori dell’Arma che su quel primo elemento hanno avviato l’indagine conclusasi, nel luglio del 2019, con l’arresto dell’uomo.

In aula la richiesta di condanna all’ergastolo è stata avanzata dal sostituto procuratore della repubblica di Crotone Pasquale Festa. Le Rose è stato difeso dagli avvocati Mario Nigro e Salvatore Iannotta che hanno sostenuto la mancanza di un valido movente da parte dell’omicida.

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Covid, gli studenti: torniamo in classe ma chi chiede di essere responsabile non si assume responsabilità

CROTONE – “Noi torneremo in classe e faremo il nostro dovere con la consapevolezza del fatto che chi ci chiede di essere responsabili è il primo a non esercitare questa responsabilità nei confronti di tutti noi”. E’ questa la scelta fatta dagli studenti degli istituti superiori crotonesi che mercoledì avrebbero dovuto incontrare il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, che aveva promesso loro di verificare attraverso il monitoraggio dei casi covid nelle scuole, se c’era la possibilità di sospendere le lezioni in presenza attivando la Dad almeno fino al termine delle settimana come accaduto negli altri comuni crotonesi.

Invece mercoledì il sindaco di Crotone, come denuncia una nota dei rappresentanti d’Istituto, “ha totalmente ignorato l’impegno preso con noi” nonostante la situazione dei contagi da covid 19 sia ancora grave. “Il primo cittadino non ci ha ricevuti né in presenza né via videoconferenza online come stabilito” scrive l’unione dei rappresentanti degli studenti che per questo, con responsabilità, ha deciso di fermare lo sciopero indetto fino a mercoledì: “Riteniamo un’ulteriore proroga della protesta inutile e dannosa, in quanto ci sarebbe un cumulo irreversibile di assenze non giustificate e un grosso ritardo dello svolgimento delle lezioni e tutto ciò si riverserebbe soltanto contro la popolazione studentesca stessa e non a favore”.

Considerata la situazione dei contagi, gli studenti crotonesi precisano: “Fatta questa premessa ognuno attraverso il libero arbitrio può decidere se tornare in classe o continuare questa protesta (vi appoggeremo in entrambi i casi), con grande rammarico in quanto il sindaco Voce è restio a tenerle aperte considerando le aule sicure per tutti noi”.

In questi giorni alla ripresa delle lezioni dopo le vacanze natalizia, in classe si erano presentati davvero pochissimi studenti con una elevata percentuale di assenze che in alcuni istituti sfiorava il 90%. Troppe le incognite per le famiglie e gli alunni: dai ritardi nel tracciamento dei contagi alla situazione del trasporto pubblico, al numero di studenti che per sei ore dovevano stare in classi di pochi metri quadrati. “Dobbiamo essere trasparenti come lo siamo stati fino ad ora – scrivono i rappresentanti d’Istituto crotonesi – e continuare a denunciare la situazione nella quale siamo costretti a stare: torneremo in classe e faremo il nostro dovere con la consapevolezza del fatto che chi ci chiede di essere responsabili è il primo a non esercitare questa responsabilità nei confronti di tutti noi. Sappiamo che se la categoria dirigenti ha chiesto al ministero di andare in Dad un motivo ci sarà, così come siamo consapevoli del fatto che i numeri dei contagi non sono questi e non sono aggiornati. Per entrare in classe si richiedono mascherine FFP2, ma la scuola stessa non è attrezzata nel rifornimento e il trasporto fa pietà. La scuola è il luogo più sicuro, certo, ma forse prima delle vacanze, la situazione oramai è cambiata di gran lunga, è sfuggita di mano a chi dovrebbe tracciare, agli studenti si chiede buon senso ma lo stesso buon senso non lo sta mostrando chi dovrebbe garantirle: il sindaco può chiuderle, è l’unico a poterlo fare ma a quanto pare non è pronto a prendersi le sue responsabilità. Non lo fa adesso ma dovrà farlo quando torneremo a scuola, in quanto la normativa va anche a nostro discapito visto che chi convive con parenti positivi può venire a scuola basta che indossi una FFP2!
Pertanto ci teniamo ad evidenziare che ognuno deciderà per sè se tornare tra i banchi o meno”.

Intanto sulla questione le Regioni chiederanno al governo di rivedere i criteri e le competenze sulla sospensione delle attività didattiche in presenza nelle scuole con l’intenzione di non limitare esclusivamente alle zone rosse la possibilità per i governatori di emanare ordinanze sulla sospensione delle lezioni in presenza. Il documento, nato da una proposta della regione Campania, sarebbe già pronto e avrebbe anche ottenuto l’appoggio di gran parte dei governatori. Lo stesso governatore della Calabria alcuni giorni fa aveva detto che sarebbe stato auspicabile far slittare il ritorno in classe di due settimane, ma di non avere dalla normativa il potere di poterlo fare.

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Balneari, appello alle istituzioni contro i pali eolici nel mare di Crotone

CROTONE – Il Sindacato italiano balneari di Confcommercio Crotone rilancia l’allarme sui parchi eolici marini. “Apprendiamo con una certa preoccupazione – si legge in una nota del presidente Luca Manica – della richiesta, avanzata dalla società Repower Renewable spa, per la concessione demaniale marittima, della durata di 30 anni, di uno specchio d’acqua di una superficie complessiva di 87.485.054 mq, allo scopo di realizzare un impianto eolico offshore, di tipo galleggiante, in cui si prevede l’installazione di 33 turbine eoliche”.

Dall’avviso depositato alla Capitaneria di porto, si evince che lo specchio di mare interessato dall’installazione comprende l’area marittima che interessa i comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro, oltre ad altri della provincia di Catanzaro. Una localizzazione che preoccupa il Sindacato balneare “in considerazione della vocazione turistica dei territori interessati” e “nella prospettiva di uno sviluppo delle attività crocieristiche”.

In vista della scadenza del 29 gennaio per la presentazione di osservazioni ed opposizioni, Manica sollecita “il coinvolgimento di tutti gli attori locali, pubblici ed istituzionali, al fine di comprendere ed approfondire l’impatto ambientale che un impianto di questo genere potrebbe avere e le conseguenze che potrebbero, eventualmente, ricadere su tutto il settore turistico della provincia”.

“Occorre – aggiunge il presidente dei balneari – giungere ad un’unità di intenti attraverso il coinvolgimento, il raccordo e la concertazione di tutti gli attori locali; invitiamo, pertanto, gli enti istituzionali interessati a farsi promotori, in tempi ristretti, di una serie di incontri nei quali si possano individuare, condividere ed intraprendere i percorsi più idonei nell’interesse ambientale ed economico del nostro territorio”.

La nota del Sindacato balneari segue quella di Maria Grazia Vittimberga, sindaco di Isola Capo Rizzuto che ha anticipato di recente il no del suo Comune all’impianto della Repower Renewable.

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