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Restauro portici, Germinara: l’intonaco c’era già e copre barre d’acciaio

CROTONE – Il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Crotone, ingegnere Giuseppe Germinara, è intervenuto con una nota sulla vicenda dei portici di piazza Pitagora e via Margherita i cui lavori di restauro in questi giorni ...

CROTONE – Il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Crotone, ingegnere Giuseppe Germinara, è intervenuto con una nota sulla vicenda dei portici di piazza Pitagora e via Margherita i cui lavori di restauro in questi giorni hanno suscitato disapprovazione in una parte della cittadinanza. Un intervento con “il solo obiettivo di fare informazione e di scongiurare la possibilità di generare, specialmente nei giovani che leggono e si formano sul nostro territorio, una visione storica distorta su uno dei salotti buoni della nostra città, ossia Il Porticato di Piazza Pitagora”.

Germinara ricorda, quindi, che “i portici hanno subito negli anni diversi rimaneggiamenti e per come riportato su tanti documenti storici, sono stati, a più riprese, rivestiti con lastre di marmo con intonaci e anche pitturati con rese cromatiche diverse. Lo stato dei luoghi attuale, ancora visibile sulla parte più consistente ossia su viale Regina Margherita, restituisce inequivocabilmente colonne con rivestimento in più punti mancante a ricoprimento delle parti in pietra”.

“L’ultimo intervento che il porticato ha avuto risale al 1985, in pratica con una delibera di Giunta e precisamente la 1119 dell’ottobre 1984, veniva affidato uno studio preliminare per il consolidamento statico del portico che prevedeva sia l’inserimento di barre e cordoli armati sia la iniezione con malte cementizie. Ovviamente la superficie esterna degli elementi per non avere a vista l’acciaio è stata rivestita con un intonaco. Sugli elaborati – informa l’ingegnere Germinara – è chiaramente riportato che: l’intervento di consolidamento del colonnato era costituito da iniezioni di cemento semplice o armato e che l’attività propedeutica da svolgere era l’asportazione dell’intonaco sulle parti murarie successivamente da ripristinare”.

“Naturalmente – prosegue il dirigente comunale – le attività previste in progetto non potevano eludere il rifacimento del rivestimento anche per evitare di avere a vista le barre di armatura e gli inevitabili tubi colorati usati all’epoca per iniettare le malte. Tale evidenza è stata posta naturalmente alla base di chi ha redatto il nuovo progetto in quanto le barre e i tubi di iniezione sono sempre presenti e quindi sempre da ricoprire. Pertanto, il nuovo progetto attualmente cantierizzato, al fine di ripristinare lo stato delle superfici originario attraverso l’uso di materiali idonei e compatibili ha previsto il rifacimento dell’originario ricoprimento il quale non ripropone le effettive superfici di discontinuità dei conci ma presenta delle incisioni superficiali ottenute oggi, riscrivendo sulla malta fresca il disegno del preesistente giunto prodotto all’epoca del primo intervento. Il tutto ovviamente non per diletto dei tecnici ma per ripristinare l’originario impianto”.

“In chiusura – precisa Germinara – è necessario e doveroso segnalare che ovviamente, a differenza di come in modo distorto è stato segnalato, il progetto in discussione è stato da chi mi ha preceduto assoggettato all’iter autorizzativo previsto dalle norme vigenti, ottenendo tutte le autorizzazioni necessarie. A dire il vero, per come riportato nella autorizzazione ricevuta dalla Soprintentenza del 17 gennaio 2017, si segnala che la proposta progettuale attualmente in corso di esecuzione, riguarda addirittura interventi su immobili non vincolati”.

“A questo punto chi legge in modo naturale genererà delle riflessioni e formulerà una domanda ossia: se l’intonaco c’era, se mancando l’intonaco realizzato addirittura nel 1985, avremmo visto barre d’acciaio, se le aree su cui si interviene non sono vincolate, allora perché dare errate informazioni? Risposta purtroppo io non posso restituirla – conclude l’ingegnere – posso solo formulare piena disponibilità, da parte mia e dell’Ufficio che dirigo per fare invece informazione, offrendo tutto il tempo necessario insieme al direttore dei lavori per illustrare il passato e il presente del Porticato di Piazza Pitagora”.

“Il tutto naturalmente – è la chiosa finale – sempre per fare in modo che i giovani che rappresentano il nostro futuro, possano leggere notizie vere, suffragate da fatti oggettivi e prive di strumentalizzazioni che sicuramente non portano luce alla nostra città”.

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