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Crotone, il Comune non risponde a Ciclofficina TR22o e fa chiudere anche Park&ride

Nella sedicente Città dello sport può capitare (ma non deve) che un impianto come la piscina olimpionica chiuda o apra a singhiozzo per una serie di problemi su gestione, costi e mancati controlli da parte dell’ente proprietario. ...

Nella sedicente Città dello sport può capitare (ma non deve) che un impianto come la piscina olimpionica chiuda o apra a singhiozzo per una serie di problemi su gestione, costi e mancati controlli da parte dell’ente proprietario. Capita anche (ma non deve) che un servizio con il Park & Ride (il servizio di noleggio di bici elettriche) presentato in pompa magna con frizzi e lazzi venga dimenticato dal Comune e la società che lo gestisce, rimasta da sola per tre anni, nonostante le ripetute richieste si vede chiudere la porta in faccia. Allora è giusto che quel gruppo, Ciclofficina Tr22o, composto da ragazzi che hanno voluto investire nella loro città decida di chiudere perché il partner istituzionale non collabora. Pubbloichiamo integralmente la lettera del presidente di Ciclofficina TR22o, Giuseppe Aiello, che racconta quello che è accaduto e di come il Comune di Crotone abbia ignorato ogni richiesta della società per rinnovare la convenzione.

Con grande rammarico comunichiamo che a partire dal 4/11/2019, il park and ride chiuderà e interromperà il servizio di bike sharing, per mancato rinnovo della convenzione di gestione. La decisione maturata non è solo dovuta al mancato rinnovo della convenzione (a fronte d’innumerevoli rassicurazioni in tal senso); è la somma di tutte le problematiche incontrate in questi anni, che sottoposte all’attenzione dell’amministrazione sono rimaste puntualmente ignorate. Sentiamo quindi il bisogno di rendervi partecipi di questo percorso che comunque porteremo avanti, anche diversamente, ma non a queste condizioni.
Il park and ride rappresentava l’ennesimo spreco di denaro pubblico, una stazione di noleggio per mezzi elettrici e non, con una dotazione di quarantotto mezzi tra pedalata assistita e non. A distanza di anni dalla realizzazione era abbandonato e i mezzi giacevano in un magazzino. Dopo essere riusciti a richiamare l’attenzione dell’amministrazione sulla situazione della struttura, grazie soprattutto alla volontà dell’assessore Frisenda, pensavamo che con la stipula della convenzione sarebbe potuto iniziare un percorso condiviso e sostenuto da quest’ultima, sullo sviluppo della struttura e del servizio. E tutte queste speranze invece sono state disattese. A fronte della stipula della convenzione a giugno del 2017, siamo riusciti ad accedere alla struttura a gennaio 2018, non prima di aver dovuto sostituire (a nostre spese) tutti i cilindretti delle porte perché le chiavi non si trovavano; in seguito abbiamo dovuto attendere altri sei mesi perché la struttura era sprovvista di corrente elettrica e di acqua. Alla fine si è potuto inaugurare la struttura solo a giugno 2018, un anno dopo l’affidamento del bene. Una volta avviato il servizio la situazione non è migliorata, a fronte di numerose richieste protocollate, mai una risposta è arrivata sui problemi quotidiani di gestione, come la disinfestazione dell’area che ci impediva l’organizzazione di eventi promozionali per la struttura e il servizio. Nonostante i nostri tentativi di intermediazione, nemmeno il problema della stazione posta sotto parco pignera è stato risolto e la stazione è inutilizzata (nonostante facesse parte della convenzione non siamo mai stati messi in condizione di utilizzarla per problemi che ne invalidavano l’uso). Arrivati a marzo 2019, dopo un primo anno in cui il servizio aveva iniziato a farsi conoscere, abbiamo deciso di mettere in campo nuove e maggiori energie per promuovere il servizio e a oggi sono circa 200 le persone che mensilmente utilizzano il servizio. Oltretutto impegnandoci quotidianamente nell’operazione di pulizia della passeggiata in via Miscello da Ripe (almeno in questo caso con l’ausilio di operatori pubblici), anche oltre l’area immediatamente adiacente al park and ride.
Già da fine aprile, abbiamo quindi iniziato a contattare l’amministrazione, facendo presente la scadenza della convenzione e al contempo condividendo idee per migliorarne l’efficienza sia gestionale sia fruitiva. In una fase iniziale ci è stato anche chiesto di mettere queste idee su carta, proprio per rendere il più trasparente possibile questo percorso e noi ci siamo impegnati come sempre nel produrre un documento che illustrasse in maniera puntuale l’idea progettuale con obiettivi specifici e informazioni verificate, ma soprattutto che ha richiesto un mese di lavoro. Quando finalmente si profilava una risoluzione della situazione, è arrivato il rimpasto di giunta, che ha comportato (almeno per noi) due mesi di silenzio da parte dell’amministrazione. Ma intanto che le rassicurazioni continuavano, il tempo passava, fino ad arrivare ad oggi, quando dopo un mese di ennesimi rimbalzi e incontri a vuoto, ancora non abbiamo risposta ad una semplice richiesta di incontro per parlare di questa situazione.
Seppur rammaricati per questo epilogo, che oltretutto andrà a discapito dei fruitori del servizio, riteniamo a questo punto di non poter continuare questa esperienza, che a fronte di innumerevoli sforzi da parte nostra, sia in termini economici sia di impegno ed energie, non ha prodotto altro che vane promesse da parte dell’amministrazione. Lo vogliamo dire con franchezza: siamo stanchi di essere ignorati! In un periodo in cui si fanno tante parole sul sostenere i giovani, soprattutto quelli che decidono di rimanere, la realtà dei fatti è che siamo costantemente ignorati e trattati con sufficienza; quello che abbiamo messo in campo per il park and ride non è solo un passatempo associativo per gli amanti della bicicletta, è un’idea diversa di sviluppo economico e sociale, in cui valori come solidarietà e sostenibilità sono pratiche quotidiane messe in campo nelle azioni e nelle relazioni quotidiane.
Vogliamo concludere evidenziando due aspetti che maggiormente ci lasciano amareggiati in questa situazione:
1) Il park and ride da ennesimo spreco di risorse pubblico e da luogo abbandonato, si è trasformato in un luogo di socialità e di lotta al degrado urbano dell’area;
2) In una realtà come la nostra, in cui solitamente i servizi rappresentano spesso e volentieri sperpero di denaro pubblico, senza effettivamente rendere appieno i servizi che dovrebbero erogare, il park and ride rappresenta una realtà virtuosa in cui il servizio non solo non grava sulle casse comunali, ma che al contrario potrebbe produrre (seppur ancora minime) risorse per queste ultime.

Il presidente
A.C. Cicloffina TR22o
Giuseppe Aiello

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