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Fase due, i sindaci del Crotonese non recepiscono l’ordinanza della Santelli: “Noi non riapriamo”

Levata di scudi di numerosi sindaci della provincia di Crotone contro gli allentamenti delle restrizioni contro la diffusione del Covid-19 contenuti nell’ordinanza n.37 con cui la governatrice della Calabria Jole Santelli ha di fatto dato ...

Levata di scudi di numerosi sindaci della provincia di Crotone contro gli allentamenti delle restrizioni contro la diffusione del Covid-19 contenuti nell’ordinanza n.37 con cui la governatrice della Calabria Jole Santelli ha di fatto dato inizio alla fase due.

“Molte perplessità – spiega per esempio Amedeo Nicolazzi sindaco di Petilia Policastro – mi inducono momentaneamente a non recepire l’ordinanza regionale sul Coronavirus. Resteranno vigenti fino a nuove disposizioni le precedenti ordinanze sindacali. Un invito a tutta la cittadinanza ad attenersi alle disposizioni contenute”.

A Roccarbernarda, il sindaco Nicola Bilotta osserva come “sul nostro territorio comunale, fino a nuove ed ulteriori comunicazioni, sono valide le disposizioni del suddetto Decreto che regolano le aperture delle attività commerciali. Pertanto, non è concessa l’apertura di attività come bar, ristoranti e/o altre, seppure all’aperto e nel rispetto delle normative igienico-sanitarie atte a limitare il contagio dal Covid19. Questo per evitare di vanificare gli sforzi ed i sacrifici fatti, nelle settimane scorse, dalla comunità rocchisana nell’arginare il contagio dal virus e per la tutela della salute e dell’incolumità pubblica”.

Pure su Mesoraca, “ continueranno ad applicarsi le misure restrittive previste dall’attuale DPCM in vigore fino al 4 maggio”. Lo ha comunicato alla propria popolazione il sindaco Annibale Parise. “La fretta è cattiva consigliera, non vanifichiamo i sacrifici fatti fin qui dalla nostra comunità. A breve emetteremo un’ordinanza in cui verrà specificato quale attività commerciale è possibile aprire e quali dovranno restare chiuse. Si invita la popolazione – aggiunge – ad attenersi scrupolosamente alle disposizioni governative in vigore. La nuova ordinanza “Fase 2” firmata dalla Presidente Santelli è in contrasto con quanto contenuto dai DPCM e rischia di mettere a repentaglio i risultati raggiunti con sacrificio e gli ottimi comportamenti fin qui assunti”.

Analoga decisione è stata presa per il proprio Comune da Salvatore Di Vuono, sindaco di Cutro che da alcuni giorni, non senza sacrifici, è uscita dalla zona rossa. “Informo tutti i miei concittadini che a Cutro continueranno ad essese in vigore le norme stabilite dall’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri fino al 18 maggio 2020 e che non si applicherà l’ordinanza pubblicata a firma della Presidente della Regione. Ci rendiamo conto – aggiunge il Sindaco De Vuono – del grande sacrificio, ma è importante non vanificare i risultati raggiunti fino a questo momento”.

Anche il sindaco di Cotronei Nicola Belcastro ha adottato un’ordinanza in cui si dispone la disapplicazione nel nostro comune dell’ordinanza n. 37 della Regione Calabria, ribadendo l’esigenza di rispettare quanto disposto dal DPCM che prevede l’avvio della fase 2 dal 4 maggio. “Da Sindaco ho adottato questa ordinanza con l’obiettivo di garantire la salute dei cittadini di Cotronei ed evitare rischi, anche alla luce delle tante strutture sanitarie esistenti nel nostro territorio – spiega Belcastro – Sono fortemente convinto che bisogna ripartire, che bisogna rialzarsi ed iniziare una nuova fase dopo il lock down di quasi 2 mesi. Ritengo, però, sia necessario fare ciò con la necessaria sicurezza, programmando la ripresa tenendo conto del bene primario della vita.

“Non ci faremo prendere dalla fretta proprio adesso che i contagi iniziano a scendere, proprio adesso che dovremmo raccogliere i frutti di tanti mesi di sacrifici”. Si legge così in un avviso alla cittadinanza diramato dal Comune di Isola Capo Rizzuto in cui si sottolinea che rimarranno in vigore le restrizioni indicate dai Dpcm e dalle ordinanze sindacali, mentre le misure contenute in quella della presidente della Regione “sono in fase di valutazione e di possibile impugnazione, per cui al momento non sono applicabili in questo comune”.

Un simile avviso è stato diramato dal sindaco di San Nicola Dell’Alto Franco Scarpelli che ha precisato che sul territorio comunale continueranno a valere le disposizioni dei decreti del Presidente del Consiglio. Lo stesso ha fatto a Carfizzi il sindaco Mario Amato.

Anche il sindaco di Scandale Antonio Barberio ha emesso un’apposita ordinanza per ribadire l’aderenza alle indicazioni del Governo. “Ho deciso di emettere questa ordinanza sindacale per tutelare la salute dei miei concittadini – spiega il Sindaco Barberio – L’atto del Presidente della Regione, adottato “nottetempo” e pubblicato nella tarda serata di ieri, prevede misure di “allentamento” e di anticipazione della “fase 2”, regolative, nel territorio regionale, di talune attività ad oggi non consentite con il DPCM in vigore fino al 03 maggio 2020.
Un atto, quello del Presidente della Regione, pubblicato senza il preventivo confronto con gli enti locali e gli esercizi commerciali, che ha precluso di fatto la possibilità di adottare tempestivamente, sul territorio comunale, le correlate misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-1”.

Anche a Caccuri il sindaco Marianna Caligiuri ha inteso ribadire l’obbligo di rispettare le norme nazionali in tema di emergenza sanitaria. “Si ringraziano gli esercizi commerciali di Caccuri per la grande prova di maturità di oggi – scrive su Facebook il sindaco annunciando che entro la giornata di oggi firmerà un’apposita ordinanza sindacale – Si ripartirà ma, in sicurezza, e tenendo conto del bene primario della vita. Tutto si supera, nonostante le difficoltà, tutti avremo la possibilità di rifarci, tranne i nostri poveri connazionali che non avranno un domani”.

Per quanto riguarda Strongoli, comune commissariato, il commissario Umberto Pio Campini afferma che “un commissario di governo, nominato dal Governo, non si discosta dalle decisioni di quest ultimo. Non è corretto istituzionalmente ribadire una posizione a cui, doverosamente, ci atterremo. Tuttavia, sul piano giuridico, l’ordinanza della Santelli ha una sua validità. Solo quando formalmente e sostanzialmente avremo esiti di opposizioni e successive revoche delle delibere regionali potremmo dire che l’applicazione di regole meno restrittive come quelle che la Governatrice ha disposto non siano più cogenti sul territorio calabrese. D’altronde gli organi dello stato preposti al controllo non potranno non mantenere vigile l’azione preventiva diretta a limitare il contagio della pandemia”.

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