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Santa Severina, proiettato sul castello un video di solidarietà a Renato Cortese

Santa Severina, proiettato sul castello un video di solidarietà a Renato Cortese

SANTA SEVERINA – Un video proiettato sulla torre del castello simbolo del paese per esprimere la vicinanza dell’intera cittadinanza all’ex questore di Palermo, Renato Cortese. In questo modo Santa Severina, paese natale di Cortese, si è schierata dalla parte del poliziotto che nel 2006 ha catturato Bernardo Provenzano, il boss latitante di Cosa Nostra ricercato da 40 anni.

Nelle scorse settimane Cortese è stato condannato a cinque anni di reclusione per la vicenda dell’espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov. Prelevata dalla Polizia italiana la Shalabayeva fu espulsa dall’Italia insieme alla figlia per poi rientrare alla fine dello stesso anno dopo mesi di feroci polemiche. L’allora capo della squadra mobile di Roma Renato Cortese, insieme con altri colleghi poliziotti, è stato condannati per il reato di sequestro di persona. Nessuna condanna invece per chi ha ordinato quella operazione che non era neppure imputato.

Renato Cortese

Una sentenza che ha creato scalpore soprattutto per chi conosce Renato Cortese nei confronti del quale sono state decine le manifestazioni di solidarietà. Al suo paese, Santa Severina, hanno pensato di utilizzare uno dei simboli della storia calabrese per esprimere la contrarietà alla decisione della magistratura di Perugia e ribadire il pensiero contenuto nell’hashtag #iostoconrenatocortese. Così sabato sera la Pro loco ‘Siberene’ e la cooperativa Aristippo hanno proiettato sulla torre del castello un video – montato da Giovanni Ziparo – che ripercorre la carriera di Cortese ad iniziare proprio dalla cattura di Provenzano continuando con gli arresti di latitanti – quando arrivò alla Squadra mobile di Reggio Calabria nel 2007 – come Giovanni Strangio, mandante della strage di Duisburg, di Giovanni Tegano, latitante dal 1993. A conclusione del video c’è l’intervista che Cortese rilasciò in occasione della sua premiazione a Santa Severina da parte del Rotary.

“Santa Severina è con Renato Cortese – ha detto il sindaco Lucio Giordano -. Renato è stato ed è un uomo dello stato, ha rappresentato lo stato quando altri non lo potevano rappresentare. Ha rappresentato la speranza di una città che era in ginocchio. E’ una delle figure più nitide della nostra repubblica”.

“Non avremmo voluto mai fare questo omaggio al nostro concittadino – dice il presidente della Pro loco, Ferdinando Panza – perché sappiamo cosa ha fatto per lo Stato italiano e per combattere la mafia. Purtroppo abbiamo dovuto farlo per far capire che la gente è dalla sua parte e che la sua condanna è ingiusta”.

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