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Il Vaccino arrivato a Crotone, si lavora anche a Capodanno per avviare la campagna

È il pomeriggio del 31 dicembre 2020, dietro i computer dell’Asp di Crotone e di alcune case della città ci sono medici a lavoro per avviare la campagna vaccinale finalizzata a combattere il Covid-19 nel territorio, dove, come ...

È il pomeriggio del 31 dicembre 2020, dietro i computer dell’Asp di Crotone e di alcune case della città ci sono medici a lavoro per avviare la campagna vaccinale finalizzata a combattere il Covid-19 nel territorio, dove, come nel resto d’Italia, questa mattina è arrivato il vaccino della Pfizer.

Non basta, infatti, solo avere le dosi, ma prepararsi a gestire in tempi il più celeri possibile tutta l’organizzazione necessaria, rispettare le prassi e rispondere alle esigenze burocratiche, perché tutta l’attività sarà sottoposta a stringenti controlli e richiede sicurezza nell’interesse dei destinatari.

Il vaccino della Pfizer è arrivato intorno alle 9.30 del mattino, scortato e consegnato all’Azienda sanitaria di Crotone, nelle persone del direttore generale facente funzioni, Francesco Masciari, del direttore del presidio ospedaliero Lucio Cosentino, e della direttrice della farmacia ospedaliera, Maria Antonietta Guido.

A custodirlo un trasportino speciale, con pareti contenenti azoto liquido, tracciato attraverso Gps dall’azienda produttrice, che in questo modo verificava costantemente la correttezza della temperatura. Il trasportino è stato rinviato alla Pfizer, che con una mail ha dato conferma all’Asp del fatto che il vaccino è stato consegnato nella correttezza di tutte le procedure, quindi conservato a meno 80°.

I vaccini sono stati poi conservati, in condizioni di sicurezza, alla stessa temperatura, con l’attivazione di un allarme, che è capace di rilevare ogni modifica nella conservazione.

In tutto sono arrivati 195 flaconi, contenenti ciascuno sei dosi, quindi è arrivato vaccino per complessive 1.170 persone.

Per procedere con la somministrazione sarà necessario scongelare i flaconi, in un tempo compreso tra le 2 e le 3 ore, e comporre le dosi.

In lista per farsi vaccinare ci sono già circa 1.000 nomi di operatori sanitari, ma qualcuno di loro potrebbe dover attendere la seconda fase di approvvigionamento. In attesa che arrivi il secondo carico, infatti, l’Asp sta valutando di lasciare a riserva alcune dosi. Se infatti dovessero accumularsi ritardi, ovvero il vaccino non dovesse arrivare entro i 21 giorni trascorsi dalla prima iniezione, l’impossibilità di somministrare la seconda dose comporterebbe lo spreco anche degli effetti vaccinali della prima.

Oltre a calcolare ogni prospettiva del genere i medici, come il direttore dell’unità operativa di Epidemiologia dell’Asp di Crotone, Alessandro Bisbano, sono chiamati anche a confrontarsi con la formazione on-line di 16 ore imposta dall’Istituto superiore di sanità a tutti gli operatori sanitari coinvolti nel percorso vaccinale. Un vincolo che impedirà nelle prossime ore di partire immediatamente ad ampio raggio. Per questo molti sanitari rinunceranno anche ai festeggiamenti del Capodanno per formarsi e avere tutte le carte in regola.

Bisogna prepararsi anche sul piano burocratico: ogni dose, infatti, deve essere tracciata e annotata su un sistema comune, ogni flacone usato va registrato e usato in senso progressivo. L’organizzazione per procedere al meglio e in tempi più celeri è in fase di strutturazione e ridefinizione costante. Per questo anche il momenti di avvio preciso delle somministrazioni al momento resta da definire.

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