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Scuola superiore, Spirlì: presenza al 50% e didattica digitale integrata a richiesta

CATANZARO – Presenza in aula al 50 per cento e didattica digitale integrata anche per gli studenti delle scuole superiori le cui famiglie ne facciano esplicita richiesta. È quanto prevede, a partire dal prossimo 1 febbraio, ...

CATANZARO – Presenza in aula al 50 per cento e didattica digitale integrata anche per gli studenti delle scuole superiori le cui famiglie ne facciano esplicita richiesta. È quanto prevede, a partire dal prossimo 1 febbraio, l’ordinanza numero 4 firmata oggi dal presidente ff della Regione Calabria, Nino Spirlì, con la quale vengono fissate ulteriori misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza covid. Con il provvedimento si determina anche la cessazione, in tutta la regione, delle misure previste dalla zona arancione. Inoltre, si dispone, fino al 7 febbraio 2021, la proroga della zona rossa nel comune di San Luca, a differenza del comune di Casignana (contrada Palizzi) dove le misure restrittive cessano di avere efficacia.

Alla luce dell’ultimo monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, nel quale si evidenzia come l’epidemia resti “in una fase delicata e un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero garantite rigorose misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale”, nell’ordinanza viene sottolineato come la ripresa in presenza delle attività scolastiche secondarie di secondo grado “necessita di forte attenzione, prudenza e degli opportuni contingentamenti, nell’ottica delle indicazioni nazionali circa la riduzione della movimentazione delle persone e del divieto di assembramento”.

“Le Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado statali e paritarie e delle Scuole di istruzione e formazione professionale, nonché le istituzioni universitarie – stabilisce l’ordinanza – limitano la didattica in presenza a non più del 50 per cento della rispettiva popolazione studentesca, nei primi 30 giorni dalla ripresa delle attività, nel rispetto di tutte le misure di prevenzione vigenti e fatte salve le deroghe circa l’attività in presenza, già individuate nelle specifiche ordinanze emergenziali”.

Alle istituzioni scolastiche in questione è raccomandata un’organizzazione che preveda: la presenza in ciascuna rispettiva aula di non più del 50 per cento degli studenti rispetto alla capienza prevista; la didattica integrata online, in modalità sincrona per la restante parte degli studenti non presenti in aula; la didattica digitale integrata per tutti gli studenti le cui famiglie ne facciano esplicita richiesta, nell’ottica di una migliore gestione organizzativa, anche alternativa al differenziamento degli orari di ingresso/uscita.

“Un’ordinanza che consente alle famiglie di poter decidere, secondo le proprie necessità, se fare uscire o meno i ragazzi di casa, è un buon strumento democratico, perché supera ogni possibile partigianeria” commenta Spirlì. “In questo preciso momento storico, con una campagna vaccinale che procede a passo incerto, con i territori che rispondono a fasi alterne agli assalti del Covid, a volte timorosi, spesso eccessivamente ottimisti, e con un Governo scaduto e uno che tarda a nascere, mantenersi guardinghi per almeno due settimane può servire a ridurre i rischi e a preparare strategie sempre più efficaci”.

“Abbiamo potuto rivolgere il provvedimento solo agli istituti superiori, nel rispetto delle volontà espresse da altri organi competenti riguardo alla didattica nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Mi auguro – conclude il presidente facente funzioni – che questa decisione possa essere condivisa, per il bene di tutti”.

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