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Provincia Crotone, il Pd fa saltare il Consiglio: Lagani non si insedia. Si rischia l’empasse

CROTONE – La Provincia di Crotone non ha ancora un governo politico. Non si è svolta per mancanza di numero legale, infatti, la seduta del Consiglio provinciale che venerdì 7 maggio avrebbe dovuto prendere atto della decadenza ...

CROTONE – La Provincia di Crotone non ha ancora un governo politico. Non si è svolta per mancanza di numero legale, infatti, la seduta del Consiglio provinciale che venerdì 7 maggio avrebbe dovuto prendere atto della decadenza del presidente facente funzione Simone Saporito ed adempiere alla nomina del nuovo facente funzione, Vincenzo Lagani.

Collegati in videoconferenza c’erano solo tre consiglieri sui sei rimasti in Consiglio dopo le varie decadenze registratesi in questi anni a causa degli scioglimenti dei consigli comunali. Come è noto (speriamo) il Consiglio provinciale, dopo la riforma Delrio, è un organismo di secondo livello composto da consiglieri dei comuni della Provincia.

Attualmente, quindi, il Consiglio provinciale è composto dai consiglieri Gina Spina, Marianna Caligiuri, Antonio Barberio (tutti di area Pd), Pina Greco, Vincenzo Lagani (entrambi eletti con la lista Pd-Demokratici) e Francesco Coco (Fdi). Venerdì 7 maggio i tre consiglieri del Pd non si sono collegati e i tre rimasti non erano sufficienti per far dichiarare valida la seduta.

I consiglieri del Pd si sono assentati perché non hanno ritenuto corretto il comportamento del nuovo facente funzioni, Vincenzo Lagani, che – nonostante sia state eletto alla provincia nella lista Pd-Demokratici – nei giorni scorsi ha convocato per primi i rappresentanti di Fratelli d’Italia ed inviato alle celebrazioni del Primo Maggio alla montagnella di Carfizzi in rappresentanza della provincia il consigliere Francesco Coco, notoriamente uomo di destra.

La questione più grave è che la Provincia di Crotone, se il Pd manterrà questo orientamento di non presentarsi alle sedute consiliari, rischia di restare senza un rappresentante politico. Infatti, anche in seconda convocazione (convocazione per il 12 maggio) per ritenere valida la seduta serve un numero minimo di almeno quattro consiglieri. Al momento ce ne sono solo tre. La Legge Delrio, peraltro, non prevede neppure il commissariamento di enti di secondo livello.

Serve, dunque, un chiarimento politico tra Lagani ed il Pd che chiede al neo presidente facente funzioni di conoscere le linee guida e di portare a termine i progetti cantierabili.

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