Parte oggi la «Festa di Avvenire» nella diocesi di Monreale

Le beatitudini evangeliche sono davvero la carta d’identità del cristiano, motivo di speranza e di umanizzazione della società, o solo utopia? C’è da chiederselo oggi, a partire dalla propria esperienza di vita e di impegno istituzionale e sociale, e l’occasione arriva in Sicilia con la terza edizione della Festa di Avvenire nella diocesi di Monreale, che da domani si svolgerà tra Terrasini (duomo e palazzo D’Aumale), Capaci, Cinisi e Isola delle Femmine e si concluderà domenica con la lectio magistralis di monsignor Josè Tolentino Calaça de Mendonça, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Sacerdote, poeta e scrittore portoghese e protagonista del dibattito culturale europeo, monsignor Tolentino sarà insignito del premio “Una vita per… passione!” proprio nella serata conclusiva.

L’evento è organizzato dall’associazione culturale “Così, per… passione!” di Terrasini, guidata da Ino Cardinale, e dall’ufficio Comunicazioni sociali della arcidiocesi di Monreale, diretto da don Antonio Chimenti, in collaborazione con il quotidiano Avvenire. Dopo avere affrontato e attualizzato i vizi e le virtù, durante le due precedenti edizioni, il filo conduttore della festa 2018 è il “Discorso della montagna”, analizzando le otto beatitudini del Vangelo di Matteo, considerate dai credenti e non un modello per vivere “beati”, gioiosi. Argomento protagonista dell’ultima esortazione apostolica di papa Francesco “Gaudete et exultate” e proposto come cammino di santità.

Il “padrone di casa”, monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, mette subito un po’ di carne al fuoco del dibattito dei prossimi quattro giorni. «Le beatitudini sono la carta d’identità per chi vuole ancora dirsi cristiano – si domanda – o sono parole che, pur avendo il fascino della bellezza e il profumo della poesia, appartengono alla grande utopia di Gesù Cristo che non ha, purtroppo, cambiato il mondo? Esse possono essere messe in pratica da alcuni eletti o sono patrimonio dell’umanità, sono valide per la vita futura o anche per il presente?».

E ricorda il provocatorio rimprovero di Friedrich Nietzsche: «[I cristiani] dovrebbero cantarmi canti migliori perché io impari a credere al loro ’redentore’: più gioiosi dovrebbero sembrarmi i suoi ’discepoli’!”. “In questi giorni siamo chiamati a lasciar risuonare per ciascuno di noi, chierico o laico, la nuda “domanda”: è possibile vivere le beatitudini evangeliche qui e ora, nella nostra vita personale come in quella sociale?» aggiunge l’arcivescovo.

Tra gli ospiti il cardinale Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l’Educazione cattolica, Paolo Ruffini, prefetto del dicastero per le Comunicazioni sociali della Santa Sede, monsignor Giuseppe Sciacca, segretario del supremo tribunale della Segnatura apostolica, monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi. E ancora il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, Mario Primicerio, presidente della Fondazione Giorgio La Pira, Angelo Scelzo, già vicedirettore della Sala stampa della Santa Sede, padre Costantin Preda, Biblista dell’Accademia teologica di Bucarest, il comandante provinciale carabinieri di Palermo, Antonio Di Stasio, e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

A coordinare e introdurre gli incontri il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, e l’inviato del giornale Alessandro Zaccuri. «Ci aspettano giornate intense – sottolineano Ino Cardinale e don Antonio Chimenti – celebrazioni liturgiche arricchite da catechesi e incontri, momenti di dialogo, riflessioni e approfondimenti da offrire a tutti coloro che siano predisposti a mettere in comune la tensione a un reale, profondo confronto; incontri e scambi di idee, opinioni, esperienze, tra personalità del mondo ecclesiale, personaggi della politica locale e nazionale, intellettuali, giornalisti, artisti, e tanti cittadini dei paesi coinvolti e delle comunità del territorio».